CATEGORIA BLOG: "Alternative Rock" - Recensione a cura di CaptainHowdy.
THE DEVIL, YOU + ME - The Notwist
(2008 - Big Store/City Slang/Alien Transistor Records)

CATEGORIA BLOG: "Alternative Rock" - Recensione a cura di CaptainHowdy.
THIRD - Portishead
(2008 - Island Records - produz. Barrow/Utley)

CATEGORIA BLOG: "Alternative Rock" - Recensione a cura di CaptainHowdy.
IN RAINBOWS - Radiohead
(2007 - Download/XL,TBD - produz. Nigel Godrich)
“In Rainbows” è stato sicuramente l'album più atteso dello scorso anno. “In Rainbows” doveva riportare i Radiohead ai livelli pre “Amnesiac”. “In Rainbows” è stata la più importante operazione di marketing sotterraneo nell'ambito della musica che la storia ricordi.
“In Rainbows” è un disco più che dignitoso.
Salutato ,all'uscita, da tutti (o quasi) i fan del gruppo di Oxford come capolavoro assoluto, a distanza di qualche mese e passata l'onda d'urto, senza troppe chiacchiere attorno appare per quel che realmente è: un buon album composto da un grande della musica, immerso nell'autunno della sua carriera, desideroso di lasciare ancora (e giustamente visto il calibro) qualche traccia ai posteri.
A dire la verità, se confrontato con il già citato “Amnesiac” e soprattutto con “Hail to the Thief", l'operazione puo' dirsi riuscita. Scevro, o quasi, da inutili sperimentalismi auto compiacenti, su cui Yorke si era testardamente incaponito, il disco appare come una summa di tutto quello che i Radiohead son stati e han rappresentato per tutti i '90, sia nel loro periodo più “easy” che in quello più sperimentale: in un certo senso lo si può considerare come un “Best of” ma non fatto di canzoni ma bensì di suoni, emozioni e sensibilità. Senza mai una caduta di stile.
E' ovvio che questo particolare se da una parte può apparire come il punto forte, suscitando inevitabili e dolci malinconie, dall'altra può apparire anche come una pecca: il motivo si può ricondurre al luogo comune “niente di nuovo sotto il sole”. Per esser chiari la sensazione non è quella del già sentito, per carità, ma alla fine più che esser soddisfatti dall'ascolto incombe il desiderio di andarsi ad ascoltare il materiale vecchio (personalmente “Kid A”): cosa che, credo, al momento di concepire il tutto, Yorke avesse ben in testa (quasi si sentisse pure lui orfano di quello che è stato). Cose, quindi, che gli si possono perdonare volentieri: valori aggiunti (d'ispirazione e tecnici) ,infatti, son presenti in questo disco e traccie come “Bodysnatchers” (con un auspicato ritorno ad un sound più chitarroso) o la ipnotica “House of Cards” resteranno a lungo nella nostra memoria.
Un disco creato per ravvivare bei ricordi quindi più che per stupire con nuove cose , ma lo accettiamo più che volentieri così com'e'.